Linee di ricerca

In attuazione degli strumenti di programmazione dell'attività di ricerca previsti nel Regolamento di organizzazione e funzionamento del CNR all'art. 21 (ex ar. 42 del precedente regolamento), l'istituto articola le proprie attività in aree progettuali e progetti come previsto dall'art. 24 (ex art. 44) del suddetto regolamento.

Le linee di ricerca che sostituiscono le Commesse previste dall'ordinamento precedente sono riportate di seguito.

 

Responsabile: Paola Avallone

 

Abstract. Il progetto intende fornire chiavi interpretative alternative al mancato superamento dei divari socio-economici che vede contrapporsi, sia all’interno di singoli paesi che tra la sponda sud e nord del Mediterraneo, aree povere e ricche. Nonostante il persistere di legami funzionali di lungo periodo e l’intrecciarsi di percorsi storici ed economici, queste aree, infatti, tendono a non convergere. Si tratta dunque di comprendere le differenze nei processi di sviluppo socio-economico di un territorio che per estensione geografica era e resta il punto di incontro di numerose identità culturali, politiche, religiose ed economiche. Le analisi condotte saranno multidisciplinari e utilizzeranno metodologie proprie delle scienze storiche, sociali ed economiche. Saranno analizzati sia i divari tra paesi che tra aree all’interno di un singolo paese, in questa direzione particolare attenzione sarà data allo studio del Mezzogiorno d’Italia.

Obiettivi. Obiettivo del progetto è cogliere le differenze di sviluppo socio-economico tra i paesi in un’area che per posizione geografica era, e resta, il punto d’incontro di numerose identità culturali, politiche, religiose ed economiche. Sulla scia dei numerosi studi sullo sviluppo economico-sociale, la ricerca si ripropone di individuare le caratteristiche comuni e gli aspetti di dissonanza nelle dinamiche di crescita e sviluppo dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo e di proporre nuovi modelli interpretativi. I lavori di ricerca intersecheranno diverse metodologie d’indagine: storica, economica e sociale e avranno ad oggetto sia le interrelazioni tra paesi che l’interrelazione tra aree all’interno di uno stesso paese. Particolare attenzione sarà data allo studio del Mezzogiorno d’Italia.

Attività. Le attività riguarderanno: l’analisi dei processi storici locali per la costruzione del territorio dell’Italia meridionale; studi dei modi di vita e delle tradizioni culturali delle comunità italiane domiciliate in altri paesi della sponda sud del Mediterraneo; determinazione degli interventi in materia di salute pubblica e beneficenza nel Mezzogiorno dal tardo medioevo al periodo preunitario; l’analisi del ruolo del credito nello sviluppo economico del Mezzogiorno preunitario; l’analisi delle dinamiche socio-economiche che hanno portato a processi di inclusione e di esclusione dell’impegno femminile in molteplici settori; l’individuazione degli strumenti di politica economica e fiscale ed efficacia dell’intervento dello Stato nello sviluppo economico del Mezzogiorno d’Italia tra Sette e Ottocento; l’analisi delle istituzioni scolastiche come luogo privilegiato in cui si forma il capitale umano; gli studi sui luoghi e sulla valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale per una valorizzazione delle regioni euro-mediterranee in termini di sviluppo economico.

Tematiche. Trattando una molteplicità di aspetti, il progetto mira ad analizzare con metodi storici, economici e sociali le complesse vicende dello sviluppo economico-sociale del Mezzogiorno d’Italia e di altre aree svantaggiate del Mediterraneo in funzione del rapporto di queste con le aree più ricche e con il Mediterraneo nel suo complesso. Nello specifico il progetto intende approfondire le seguenti tematiche: 1) analisi della trasformazione delle istituzioni nel lungo periodo con particolare attenzione alle realtà regionali e alle identità sociali, economiche e territoriali; 2) studio dei processi di modernizzazione dei settori produttivi e della struttura dei mercati; 3) analisi delle risorse umane, innovazione e mercato del lavoro; 4) studi di genere relativamente alla mobilità geografica, economica e culturale; 5) la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico-culturale delle città come volano di sviluppo economico di alcune aree geografiche (memoria collettiva, identità culturale delle città mediterranee; rappresentazione, organizzazione, promozione dei centri storici e d'interesse).

Contatti e collaborazioni. Archivio di Stato di Napoli, Istituto Banco Napoli – Fondazione (Napoli), Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (Napoli), Università degli Studi S. Orsola Benincasa (Napoli), Università degli Studi di Napoli – L'Orientale, Università degli Studi del Molise (Campobasso), Università degli Studi di Cassino, Università degli Studi di Bari, Scuola Normale Superiore (Pisa), Fondazione - Istituto Internazionale di Storia Economica "Francesco Datini" (Prato), Fondazione del Monte di Bologna e di Ravenna (Bologna), Centro Interdipartimentale di Studi Europei e Mediterranei dell'Università di Trieste (CISEM), École des Hautes études en sciences sociales françaises (EHEES) (Roma), Maison Méditerranéenne des Sciences de l'Homme (MMSH) (Aix-en-Provence), National Hellenic Research Foundation (NHRF) (Atene), Consejo Superior de Investigaciones Cientificas (Spagna); Museo del Mare (Bagnoli – Napoli); Museo del Mare di Bagnoli; Istituto Centrale per i Beni sonori ed audiovisivi (Roma); Institute of History, State and Law of the Academy of Sciences of Moldova (Chisinau - Moldova); Associazione Forum Scuole Storiche di Napoli

Principali prodotti collettivi di ricerca. Saggi in volumi collettanei; partecipazione a progetti, in collaborazione con istituzioni nazioni e internazionali, come "La Corona de Aragón en el Mediterráneo bajomedieval. Interculturalidad, mediación, integración y transferencias culturales", "Aspetti politici e commerciali dei principati rumeni e dei regni italiani fino al 1860: una comparazione tra l'area Moldava e il Mezzogiorno italiano", "Ponti culturali tra Italia e Argentina, 1880-1955", "Migrazione, famiglia e sistema di relazioni sociali tra Africa e Sud Europa", "Campus Activiti – Attrattori culturali e tecnologie informatiche per la valorizzazione interattiva e il turismo innovativo”, "La Scuola va a bordo"; organizzazione del Seminario di Studi Dottorali (terzo anno): Storia ed economia dei paesi del Mediterraneo della durata di sei giorni.

 

Responsabile: Salvatore Capasso

 

Abstract. Il Mediterraneo è uno spazio di relazioni tra paesi che presentano forti differenziali di crescita, di sviluppo economico e di democrazia. Dunque, come in un microcosmo, la regione mediterranea riflette le grandi sfide del nuovo millennio: crescita demografica, disoccupazione, migrazioni, riforma delle politiche di welfare, contrasto delle povertà, effetti del cambiamento climatico, gestione dei conflitti per il controllo delle risorse naturalinel versante meridionale e orientale del bacino. Le istituzioni e la qualità della governance giocano un ruolo centrale nell’affrontare queste sfide perché la corruzione, le posizioni di rendita, la presenza di un’amministrazione pubblica incapace di garantire trasparenza, equità e pari opportunità sociali e di genere, ostacolano la crescita e lo sviluppo socio-economico in tutti i paesi del Mediterraneo. La crisi economica dell’ultimo decennio ha messo a rischio i meccanismi di coesione interna all’Ue ed ha evidenziato i limiti di una crescita economica non inclusiva nei paesi della riva Sud ed est del Mediterraneo. La ricerca vuole inserirsi nel dibattito in corso sulla necessità di ripensare la governance nel Mediterraneo, con particolare riferimento alle politiche comunitarie, alla riduzione dei divari territoriali e alla sicurezza.

Obiettivi. L’obiettivo del progetto è quello di studiare i processi di formazione delle istituzioni e il loro funzionamento. Si intendono pertanto analizzare con un approccio interdisciplinare le riforme politiche e istituzionali in atto all’interno dei paesi mediterranei, le politiche di coesione sociale e territoriale, il governo dei processi migratori. Allo scopo di individuare i fattori che sono alla base dei movimenti migratori in ambito regionale, si intende approfondire lo studio della transizione demografica, del mercato del lavoro, della politiche di riforma del welfare e di contrasto della povertà. Il problema della povertà nel Mediterraneo sarà analizzato non in senso strettamente economico, ma come esclusione dalle opportunità (di istruzione, di lavoro, di tutela della salute) che colpisce trasversalmente aree territoriali, gruppi sociali e categorie meno tutelate, come i giovani e donne. Un aspetto centrale delle ricerche è l’analisi del ruolo dell’ambiente nei processi di sviluppo. Cambiamento climatico, degrado del suolo, penuria idrica, sono fattori destinati a condizionare le prospettive di crescita dei paesi dell’area, ad incidere sulle condizioni di vita delle popolazioni più povere e vulnerabili e ad alimentare flussi migratori. Un focus geopolitico è dedicato alle politiche di gestione delle risorse naturali e al conflitto tra paesi del Nord Africa e del Medio Oriente in relazione all'obiettivo strategico della sicurezza idrica e alimentare.

Attività. Raccolta ed elaborazione dei dati socio-economici sui paesi del bacino del Mediterraneo; studi sulle trasformazioni delle economie del Mediterraneo in prospettiva storica e contemporanea; quadro delle politiche di coesione europee; analisi dell’evoluzione della politica euromediterranea dell’Unione europea; ricerche sulla transizione demografica, politica ed economica nei paesi del Nord Africa e del Medio Oriente; studio dell’impatto socio-economico e culturale delle migrazioni in ambito mediterraneo; studi sulla governance ambientale con particolare riferimento al cambiamento climatico e alle strategie di prevenzione e contrasto dei rischi ambientali; focus geopolitico sui conflitti per il controllo delle risorse naturali in relazione all'obiettivo strategico della sicurezza idrica e alimentare.

Tematiche. Negli ultimi decenni economisti, storici e geografi hanno, a diverso livello, dibattuto sul ruolo fondamentale che le istituzioni e i processi di governance hanno sugli equilibri di mercato e sull’allocazione delle risorse nel sistema economico (si vedano Putnam, 1993; La Porta et al. 1999 tra molti altri). Differenze nelle istituzioni e nei processi con le quali queste sono organizzate possono contribuire a spiegare i divari economico-sociali di molti paesi. Questo è particolarmente vero per i paesi che si affacciano sul Mediterraneo per i quali si registrano notevoli differenze nella struttura istituzionale. Partendo dallo studio dei contesti istituzionali, il progetto mira a definire e delineare le differenze nei paesi del Mediterraneo attraverso lo studio di temi specifici. Questi sono  assetti politici e equilibri di mercato; internazionalizzazione, innovazione e imprenditorialità; capitale umano e migrazioni; coesione sociale e politiche di welfare; partenariato Euro-mediterraneo e rafforzamento della governance territoriale; geopolitica delle risorse.

Contatti e collaborazioni. Istituto Affari Internazionali (IAI), Istituto di Studi sulla Politica Internazionale (ISPI), Centro Studi Politica Internazionale (CeSPI), Università degli Studi di Salerno, Università di Bari, Università di Catanzaro, Università degli Studi Tor Vergata, Università degli Studi Federico II, Università degli Studi di Bologna, Sudi e Ricerche per il Mezzogiorno (SRM), École des Hautes Etudes en Sciences Sociales (EHESS), Institut de Prospective Economique du Monde Méditerranéen (IPEMED), Center for Mediterranean Integration (CMI), Institut de la Mediterranée (IeMed), Economic Research Forum (ERF).  Partecipazione a network di ricerca sul Mediterraneo: Forum Euroméditerranéen des instituts de Sciences Economiques (FEMISE), EuroMeSCo (the Euro-Mediterranean Study Commission), Sustainable Development Solution Network (SDSN), Euro-Mediterranean University (EMUNI), Unione delle Università del Mediterraneo (UNIMED), Federazione Internazionale per lo Sviluppo Sostenibile e la Lotta contro la Povertà nel Mediterraneo-Mar Nero (FISPMED).

.

Principali prodotti collettivi di ricerca. Pubblicazione annuale del Rapporto sulle economie del Mediterraneo; pubblicazione biennale del Report on Mediterranen Economies in collaborazione con l’Unione per il Mediterraneo (UpM); realizzazione di un un database sui paesi del Mediterraneo in collaborazione con l’UpM e con il Forum Euromediterranéen des Instituts des Sciences Economiques (FEMISE).

 

Responsabile: Gabriella Corona

 

Abstract. Il progetto ha il fine di analizzare i processi attraverso i quali si sono venuti configurando gli attuali problemi ambientali in un arco temporale lungo che prende avvio dal secolo XIX e giunge fino ad oggi. L’obiettivo specifico è quello di individuare le cause e gli effetti sul territorio e sul sistema economico-sociale di cambiamenti dovuti a squilibri ecologici prodotti da una serie di fenomeni storici che hanno assunto un particolare valore periodizzante ai fini dei mutamenti ambientali. Gli studi pur concentrandosi sull’Italia e sui paesi del Mediterraneo elaborano schemi interpretativi e chiavi di lettura che assumono una valenza generale.. Si analizza il rapporto tra i caratteri strutturali del territorio (altimetria, sistemi idrografici, qualità dei suoli, sismicità) e l'impatto prodotto da fenomeni quali l'urbanizzazione e l'industrializzazione, il declino dei beni comuni e l’avvento di un regime pieno di proprietà, lo spostamento della popolazione e il land grabbing, il ruolo storico delle politiche pubbliche e il coordinamento tra i tre livelli di pianificazione: urbanistica, paesaggistica, naturalistica. Le analisi sono condotte con un approccio interdisciplinare che coinvolge storici, economisti e geografi.

Obiettivi. L’obiettivo del progetto è quello di sviluppare ed estendere i più recenti studi sull’impatto che lo sfruttamento sbilanciato ed eccessivo delle risorse umane ha sull’ambiente e di converso sul sistema economico sociale ad esso collegato. I lavori sono diretti ad ottenere pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali prestigiose. Attraverso la ricerca, inoltre, si mira a rafforzare la presenza dell’ISSM nella rete internazionale di centri di attivi sul tema e a potenziare i contatti con le istituzioni pubbliche locali in modo da offrire consulenza e supporto nelle scelte di policy. Il progetto mira a rispondere ad esigenze sempre più forti nell’opinione pubblica e nella comunità scientifica nell’individuare sentieri di sviluppo e crescita che siano in sintonia con l’ambiente e che siano sostenibili.

Attività. Le attività di ricerca previste sono molteplici: raccolta ed elaborazione di dati; studio dei processi di trasformazione dei rapporti tra uomo e ambiente in una prospettiva storica che risale all'inizio dell'Ottocento con incursioni nei secoli precedenti, e giunge fino ad oggi; analisi dell’uso intertemporale delle risorse ambientali come acque, suolo, coste, mari; interpretazione e studio delle ricadute sui sistemi attuali dei processi e fenomeni di vasta dimensione storica che hanno assunto un particolare valore periodizzante e di discontinuità rispetto al passato come la transizione energetica e l'avvento dei sistemi urbano industriali, lo sviluppo di nuovi prodotti chimici e la meccanizzazione.

Tematiche. Le tematiche che fanno capo al progetto di ricerca hanno come comune denominatore lo studio delle implicazioni sugli equilibri ambientali dei processi che comportano una forte discontinuità nel rapporto tra uomo e natura, tra società e ambiente. Molte attività di ricerca del progetto saranno il naturale sviluppo di precedenti progetti che rappresentano il capitale di ricerca dell’ISSM in quest’ambito e che si sono concentrati nel corso degli ultimi anni sulla ricostruzione dei processi attraverso i quali si sono venuti configurando i problemi ambientali di oggi. Tra questi processi, alcuni, hanno ricevuto un’attenzione limitata soprattutto dalla letteratura scientifica che analizza i fenomeni in una prospettiva di lungo periodo ed è sul loro studio che sono delineate le tematiche del progetto. Nello specifico, queste sono: 1) Le implicazioni ambientali degli ecosistemi urbani: inquinamento, smaltimento dei rifiuti, sfruttamento distorto del sottosuolo. 2) Il rapporto tra i caratteri strutturali del territorio (altimetria, sistemi idrografici, qualità dei suoli, sismicità) e l'impatto sull’ecosistema causato dall'urbanizzazione e dall’industrializzazione. 3) le implicazioni ambientali e sociali prodotte dal declino dei beni comuni e di forme d’uso collettivo delle risorse naturali. 4) L’individuazione e il ruolo delle politiche ambientali nel rallentamento di processi distruttivi dell’habitat e degli equilibri ambientali. 5) Le ricadute sull’ambiente dei processi collegati all’introduzione dell’economia di mercato in alcune aree dell'Europa sud-orientale. 6) Modelli sostenibili di uso delle risorse naturali nei sistemi produttivi con particolare riguardo all'adozione di forme di low carbon transition e di agricolture ecologiche. 7) Connessioni tra tutela dei beni culturali e difesa del paesaggio e problematiche legate al difficile coordinamento istituzionale tra i tre livelli di pianificazione: urbanistica, paesaggistica e naturalistica.

Principali collaborazioni. Il gruppo di ricerca collabora stabilmente con il Rachel Carson Center for Environment and Society di Monaco; il Dipartimento di Culture Politica e Società dell’Università di Torino; il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania; il Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari, Alimentari e Forestali dell’Università di Firenze; il Centro Studi Interdipartimentale “Territorio, Salute e Ambiente” dell’Università di Catania; l’Istituto di Storia e Scienze Sociali di Roma; “Meridiana. Rivista di Storia e Scienze Sociali”.

Principali prodotti collettivi. Per ciò che riguarda i prodotti collettivi, proseguirà l'attività redazionale dalla quale prende forma il "Global Environment. A Journal of Transidisciplinary History", la rivista internazionale semestrale promossa e realizzata all'interno dell'Istituto in collaborazione con il Rachel Carson Center di Monaco e pubblicata dall'editore inglese Whitehorse Press.