News seminari - Seminario di storia economica e sociale SEES 2017 - 2018. 20 novembre

Anna Badino
(Università di Firenze)

Una comparazione tra mobilità geografiche interne e internazionali
Il caso delle migrazioni meridionali  a Torino e a Marsiglia negli anni della Ricostruzione

20 novembre 2017 - ore 16:00-19:00

Istituto Storico Italiano per l’età Moderna e Contemporanea
Palazzo Antici Mattei di Giove
via Michelangelo Caetani 32, Roma

 

http://www.iststor.it/

 

Si discuteranno i primi risultati di una ricerca comparativa, volta a studiare i percorsi sociali delle seconde generazioni di immigrati dall'Italia Meridionale verso due mete specifiche: l'area urbano-industriale di Torino e quella di Marsiglia. L'arco cronologico preso in esame è quello del lungo secondo dopoguerra compreso tra il 1946 e gli anni 1970. L'indagine su Marsiglia è stata ideata come il proseguimento di una ricerca precedentemente realizzata a Torino nell'ambito di un progetto collettivo dal titolo: Secondgen. Second generations: migration processes and mechanisms of integration among foreigners and Italians (1950-2010). Il progetto, di durata triennale e a carattere interdisciplinare, ha coinvolto ricercatori delle università del Piemonte Orientale e di Torino ed è stato coordinato da Michael Eve e Franco Ramella.

L'intento alla base dell'indagine su Marsiglia non è tanto quello di ricostruire l'esperienza dei figli di immigrati italiani in un'area geografica specifica, aggiungendo un tassello al mosaico di studi sugli italiani in Francia, quanto piuttosto quello di mettere a confronto una migrazione internazionale e una migrazione interna. Operazioni di questo tipo sono rare, soprattutto poiché non è consueto considerare le migrazioni interne come migrazioni a tutti gli effetti: non si attraversano frontiere, non ci si ritrova con statuti giuridici diversi rispetto alla popolazione già stabilizzata nel luogo di arrivo, si condivide una comune appartenenza nazionale con i non immigrati. Eppure, anche in assenza di questi evidenti ostacoli all'integrazione, l'atto di spostarsi da un contesto geografico e sociale a un altro ha conseguenze che possono perpetrare le differenze tra vecchi e nuovi arrivati, anche al di là di una singola generazione.

Lo scopo della comparazione è dunque quello di individuare e verificare alcune costanti del processo migratorio che sembrano essere indipendenti dal fatto di attraversare o meno delle frontiere nazionali. Si insiste sull'importanza di considerare la migrazione soprattutto come processo di integrazione nelle società di arrivo attraverso la costruzione di nuove reti sociali e si adotta un approccio meno orientato all'analisi degli aspetti culturali legati alla mobilità geografica, e piuttosto attento alla dimensione relazionale dell'esperienza.

Il metodo utilizzato è quello di un'osservazione ravvicinata dei percorsi di insediamento e di inserimento delle famiglie immigrate nelle società di arrivo, con un'attenzione specifica alla ricostruzione delle reti di relazione di individui e famiglie nel tessuto sociale locale, ossia nei quartieri di residenza, nel vicinato, nei luoghi di lavoro, a scuola e così via.

Tra i principali nodi affrontati hanno un ruolo primario i percorsi occupazionali dei genitori immigrati, l'atteggiamento di questi nei confronti dell'istruzione dei figli, le scelte residenziali e le ricadute che tali scelte hanno avuto sui destini delle seconde generazioni in termini di frequentazioni, aspirazioni e scelte scolastiche, le relazioni dei figli localizzate nei luoghi di socializzazione.

Anna Badino dal 2015 è impegnata in uno studio dal titolo Intégration des enfants d'immigrés italiens à Turin et à Marseille après la seconde guerre mondiale: une comparaison entre migration interne et migration internationale, sostenuta dalla Fondation Fernand Braudel, l'Edith Saurer Fonds e l'EURIAS Fellowship Programme. Tra il 2005 e il 2013 ha svolto attività di ricerca nelle università di Torino e del Piemonte Orientale, principalmente nell'ambito del progetto Second Generations: Migration Processes and Mechanisms of Integration among Foreigners and Italians (1950-2010). Attualmente insegna storia della Famiglia e di genere all'Università di Firenze e collabora con il laboratoire Telemme dell'Università d'Aix Marseille in qualità di chercheur associé. I suoi studi vertono sulle trasformazioni sociali del secondo dopoguerra in rapporto ai movimenti migratori degli anni Cinquanta e Sessanta. In particolare ha indagato gli intrecci tra la partecipazione delle donne al lavoro, i mutamenti nella famiglia e la mobilità sociale delle prime e delle seconde generazioni in emigrazione. È autrice di Tutte a casa? Donne tra migrazione e lavoro nella Torino degli anni Sessanta, Viella, Roma 2008 e di Strade in salita. Figlie e figli dell'immigrazione meridionale al Nord, Carocci, Roma 2012.