Divari, intrecci e contaminazioni nel Mediterraneo: politica, economia, ambiente

Responsabile: Eugenia Ferragina

 

Abstract. Il Mediterraneo è uno spazio di relazioni tra paesi che presentano forti differenziali di crescita, di sviluppo economico e di democrazia. Dunque, come in un microcosmo, la regione mediterranea riflette le grandi sfide del nuovo millennio: crescita demografica, disoccupazione, migrazioni, riforma delle politiche di welfare, contrasto delle povertà, effetti del cambiamento climatico, gestione dei conflitti per il controllo delle risorse naturalinel versante meridionale e orientale del bacino. Le istituzioni e la qualità della governance giocano un ruolo centrale nell’affrontare queste sfide perché la corruzione, le posizioni di rendita, la presenza di un’amministrazione pubblica incapace di garantire trasparenza, equità e pari opportunità sociali e di genere, ostacolano la crescita e lo sviluppo socio-economico in tutti i paesi del Mediterraneo. La crisi economica dell’ultimo decennio ha messo a rischio i meccanismi di coesione interna all’Ue ed ha evidenziato i limiti di una crescita economica non inclusiva nei paesi della riva Sud ed est del Mediterraneo. La ricerca vuole inserirsi nel dibattito in corso sulla necessità di ripensare la governance nel Mediterraneo, con particolare riferimento alle politiche comunitarie, alla riduzione dei divari territoriali e alla sicurezza.

Obiettivi. L’obiettivo del progetto è quello di studiare i processi di formazione delle istituzioni e il loro funzionamento. Si intendono pertanto analizzare con un approccio interdisciplinare le riforme politiche e istituzionali in atto all’interno dei paesi mediterranei, le politiche di coesione sociale e territoriale, il governo dei processi migratori. Allo scopo di individuare i fattori che sono alla base dei movimenti migratori in ambito regionale, si intende approfondire lo studio della transizione demografica, del mercato del lavoro, della politiche di riforma del welfare e di contrasto della povertà. Il problema della povertà nel Mediterraneo sarà analizzato non in senso strettamente economico, ma come esclusione dalle opportunità (di istruzione, di lavoro, di tutela della salute) che colpisce trasversalmente aree territoriali, gruppi sociali e categorie meno tutelate, come i giovani e donne. Un aspetto centrale delle ricerche è l’analisi del ruolo dell’ambiente nei processi di sviluppo. Cambiamento climatico, degrado del suolo, penuria idrica, sono fattori destinati a condizionare le prospettive di crescita dei paesi dell’area, ad incidere sulle condizioni di vita delle popolazioni più povere e vulnerabili e ad alimentare flussi migratori. Un focus geopolitico è dedicato alle politiche di gestione delle risorse naturali e al conflitto tra paesi del Nord Africa e del Medio Oriente in relazione all'obiettivo strategico della sicurezza idrica e alimentare.

Attività. Raccolta ed elaborazione dei dati socio-economici sui paesi del bacino del Mediterraneo; studi sulle trasformazioni delle economie del Mediterraneo in prospettiva storica e contemporanea; quadro delle politiche di coesione europee; analisi dell’evoluzione della politica euromediterranea dell’Unione europea; ricerche sulla transizione demografica, politica ed economica nei paesi del Nord Africa e del Medio Oriente; studio dell’impatto socio-economico e culturale delle migrazioni in ambito mediterraneo; studi sulla governance ambientale con particolare riferimento al cambiamento climatico e alle strategie di prevenzione e contrasto dei rischi ambientali; focus geopolitico sui conflitti per il controllo delle risorse naturali in relazione all'obiettivo strategico della sicurezza idrica e alimentare.

Tematiche. Negli ultimi decenni economisti, storici e geografi hanno, a diverso livello, dibattuto sul ruolo fondamentale che le istituzioni e i processi di governance hanno sugli equilibri di mercato e sull’allocazione delle risorse nel sistema economico (si vedano Putnam, 1993; La Porta et al. 1999 tra molti altri). Differenze nelle istituzioni e nei processi con le quali queste sono organizzate possono contribuire a spiegare i divari economico-sociali di molti paesi. Questo è particolarmente vero per i paesi che si affacciano sul Mediterraneo per i quali si registrano notevoli differenze nella struttura istituzionale. Partendo dallo studio dei contesti istituzionali, il progetto mira a definire e delineare le differenze nei paesi del Mediterraneo attraverso lo studio di temi specifici. Questi sono  assetti politici e equilibri di mercato; internazionalizzazione, innovazione e imprenditorialità; capitale umano e migrazioni; coesione sociale e politiche di welfare; partenariato Euro-mediterraneo e rafforzamento della governance territoriale; geopolitica delle risorse.

Contatti e collaborazioni. Istituto Affari Internazionali (IAI), Istituto di Studi sulla Politica Internazionale (ISPI), Centro Studi Politica Internazionale (CeSPI), Università degli Studi di Salerno, Università di Bari, Università di Catanzaro, Università degli Studi Tor Vergata, Università degli Studi Federico II, Università degli Studi di Bologna, Sudi e Ricerche per il Mezzogiorno (SRM), École des Hautes Etudes en Sciences Sociales (EHESS), Institut de Prospective Economique du Monde Méditerranéen (IPEMED), Center for Mediterranean Integration (CMI), Institut de la Mediterranée (IeMed), Economic Research Forum (ERF).  Partecipazione a network di ricerca sul Mediterraneo: Forum Euroméditerranéen des instituts de Sciences Economiques (FEMISE), EuroMeSCo (the Euro-Mediterranean Study Commission), Sustainable Development Solution Network (SDSN), Euro-Mediterranean University (EMUNI), Unione delle Università del Mediterraneo (UNIMED), Federazione Internazionale per lo Sviluppo Sostenibile e la Lotta contro la Povertà nel Mediterraneo-Mar Nero (FISPMED).

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Principali prodotti collettivi di ricerca. Pubblicazione annuale del Rapporto sulle economie del Mediterraneo; pubblicazione biennale del Report on Mediterranen Economies in collaborazione con l’Unione per il Mediterraneo (UpM); realizzazione di un un database sui paesi del Mediterraneo in collaborazione con l’UpM e con il Forum Euromediterranéen des Instituts des Sciences Economiques (FEMISE).