Il Pil pro-capite delle economie del Mediterraneo, in percentuale di quello italiano, oscilla fra il 122 % della Francia, il 62 % del Portogallo e della Grecia, il 38 % della Croazia. Le distanze aumentano nel versante sud del mediterraneo dove Pil della Tunisia è solo il 13% di quello dell’Italia , l’11% in Algeria, il 10% in Giordania, il 9% in Marocco e il 5% dell’Egitto. Questi divari ancora forti convivono con un andamento positivo del Pil in molti paesi della riva Sud. Tra il 2010 al 2017 l’Egitto ha visto aumentare il Pil pro-capite medio da 11.075 dollari a 11.842, il Marocco da 6.585 dollari a 7.848, la Tunisia da 10.528 dollari ai 10.925. L’assenza di politiche redistributive e di welfare, unite alla crisi occupazionale e del mondo del lavoro, ha aumentato le diseguaglianze interne, determinando l’esclusione di ampi strati della popolazione dalle opportunità di lavoro, di educazione, dalla fruizione dei servizi sanitari e sociali.