Gli investimenti diretti esteri verso i paesi dell’area Sud mediterranea sono passati da poco più di 60 a quasi 500 miliardi di dollari tra il 1996 ed il 2016, con un continuo aumento. La crisi finanziaria globale nel 2009 e i disordini politici nel 2011-2012 hanno minato la ripresa degli IDE nella regione, in particolare in Siria, Libia, Egitto, Algeria e Giordania. Questi segnali contrastano con quelli positivi legati  ai traffici marittimi. Ogni giorno dai porti del bacino partono in media 90 navi cariche di container e dirette verso altri scali della stessa regione. Queste presenze hanno prodotto nel 2013 un traffico di 14,9 milioni di Teu, destinato a passare a 15,6 milioni nel 2015 e a 17,1 milioni nel 2017. I traffici marittimi servono un bacino di utenza di 700 milioni di persone attraverso 100 porti sparsi in 24 paesi. Il recente allargamento del canale di Suez è destinato a raddoppiare il volume di traffico, ma anche a ridisegnare la geografia dei porti nel Mediterraneo, con una crescente competizione tra i sistemi portuali delle due rive del bacino e un’ascesa dei porti della riva Sud come Tanger Med e Port Said.