Lo spazio mediterraneo presenta alcune fragilità strutturali che sono legate alle condizioni geomorfologiche e climatiche – alta sismicità, presenza di rilievi lungo la costa, limitata estensione delle pianure costiere, ridotta disponibilità di acqua durante i mesi estivi. Su questi dati naturali l’uomo ha inciso nel corso della storia attraverso un’incessante attività di trasformazione del paesaggio e di sfruttamento delle risorse naturali, provocando problemi ambientali a Nord come a Sud del bacino. Nei paesi europei la produzione di beni e servizi e i forti consumi energetici generano fenomeni di inquinamento dell’aria, del suolo e dei corsi d’acqua e problemi di smaltimento dei rifiuti. In Nord Africa e in Medio Oriente la crescita della popolazione e il peso ancora rilevante dell’agricoltura in molte economie dell’area determina una forte pressione umana sulla terra e sull’acqua. I danni prodotti da un settore manifatturiero altamente inquinante sono acuiti dalla debole legislazione ambientale. In questo contesto, il riscaldamento globale colpisce tutti i paesi dell’area, ma espone maggiormente le economie più fragili e con meno capacità di prevenzione e gestione del rischio ambientale. I paesi del Nord Africa e del Medio Oriente che importano il 50% del loro fabbisogno agricolo vedono progressivamente deteriorarsi la sicurezza alimentare della popolazione. Le importazioni di derrate alimentari sono cresciute enormemente tra il 2002 ed il 2017 e l’aumento del prezzo del pane nel 2008 e nel 2011 ha alimentato l’instabilità politica in Tunisia e Egitto.